La tossicodipendenza (dal greco: toxikon, “veleno”) viene intesa come sistema comportamentale che si instaura in seguito all’uso cronico e compulsivo di sostanze (droghe illegali o legali come l’alcol, o farmaci a prescrizione medica). In particolare, secondo Koob e le Moal, la dipendenza da sostanze viene definita come un disturbo cronico recidivante caratterizzato da:
- Compulsione alla ricerca e all’assunzione della sostanza.
- perdita di controllo nel limitare l’assunzione della sostanza stessa.
- comparsa di uno stato emozionale negativo (caratterizzato da disforia irritabilità, ansia) quando l’accesso alla sostanza è precluso.
Le droghe danno l’illusione di risolvere tutti i problemi a cui ci troviamo di fronte, con effetto immediato, ci fanno sentire subito meglio così poi da averne bisogno sempre. La dipendenza da sostanze è un problema sociale e sanitario molto diffuso con conseguenze dirette e indirette sull’ordine pubblico e sulla spesa sanitaria e in quanto tale è oggetto di interventi generici e specifici dello Stato. Gli effetti negativi sulla salute possono essere diretti e derivare quindi dagli effetti farmacologici della droga e dalla via di somministrazione (per esempio fumata o iniettata utilizzando aghi non sterili) e/o indiretti cioè conseguenti all’utilizzo delle sostanze da abuso come cancro, cirrosi, epatite B e C, AIDS e depressione.
Le fasce di popolazione più vulnerabili al fenomeno sono i giovani adolescenti, probabilmente a causa della maggior vulnerabilità dei circuiti neurali ancora in fase di sviluppo accompagnata da una maggior facilità nell’aver accesso (a differenza dei soggetti meno giovani) all’acquisto delle sostanze d’abuso.